domenica 7 febbraio 2010

CGIL&CGIL

Intanto sottolineo che il confronto tra le due mozioni rappresenta un momento di riflessione sociale che non ce n’è altrove, non nei partiti, loro luogo naturale, né nei rari ambiti culturali di massa; forse nelle riflessioni del terzo settore si può trovare qualcosa di analogo ma non con questa diffusione, infatti questo confronto ha raggiunto capillarmente milioni di lavoratori. Per entrare nel merito evidenzio alcune differenze non senza un po’ di partigianeria che Luca Garulli apprezzerà.
La mozione 1 (m1) analizza le cause della crisi individuandole nella crescita delle disuguaglianze e nel contenimento della domanda interna e poi elenca le misure che non ha agito Berlusconi per fronteggiare la crisi compresa la critica alla Confindustria per essersi sottratta al confronto con tutte le OOSS ed all’esigenza di affrontare la crisi uniti.
La mozione 2 (m2), più o meno nello stesso spazio, enuncia cosa dovrà essere la nuova CGIL, cioè uno spazio libero dove potersi incontrare per la piena a buona occupazione in difesa della Costituzione per la democrazia e per la pace e analizza cosa c’è che non va nell’attuale CGIL e le motivazioni per cui l’organizzazione si è allontanata da quel modello. Prevale nell’ordine dei problemi, la consapevolezza della crisi di rappresentanza del sindacato che non ha saputo proporre e imporre la propria coerenza ed il proprio impianto culturale; quell’assenza di strategia che non è riuscita mai a dettare l’agenda delle priorità al Governo ed alla controparte. E quindi l’esigenza di un ricambio generazionale e di genere con forte valenza di discontinuità e attrazione per i giovani lavoratori.
Rifugge da ogni semplificazione o suggestione di autosufficienza, m1, con un appello a CISL e UIL per l’unità sindacale ribadendo la disponibilità a non considerare irrimediabile la rottura.
La democrazia sindacale per m2, cioè la reale partecipazione dei lavoratori alle scelte sindacali, è la condizione di premessa per l’unità sindacale contro la pratica degli accordi separati e il rifiuto del voto sulle piattaforme perorati da CISL e UIL.
10 proposte per m1, di continuità con l’attuale politica.
7 proposte per m2, più radicali, incisive e per molti aspetti rivoluzionari per il conservatorismo della CGIL, che passano dall’Universalità dei diritti al Salario sociale, dal rifiuto di discutere della legge 30 e dell’Accordo separato del 22.01.09 alle suggestive Quote giovani e regole d’incompatibilità e indipendenza contro ogni collateralismo.
Condivido molte parti dell’intervento di Pietro Ancona e trovo che, riguardo la m2, coincida in numerosi punti.

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